martedì 30 dicembre 2008

CRISI DELLA LEGALITA' E DEMOCRAZIA Luigi Ciotti

Questa crisi e sotto gli occhi di tutti….almeno per chi ha ‘gli occhi per vedere’.
E’ bene chiarire fin d’ora che sono DI PARTE, perché sto da una parte sola: quella della giustizia, della legalità e della trasparenza, dei diritti e della dignità di ogni persona umana.

Perché alcune leggi non svolgono il loro compito prioritario, ossia la difesa dei più deboli, ma anzi sembrano pensate e scritte per difendere i più forti e potenti?
Perché la legge da strumento al servizio della giustizia si presenta troppo spesso come elemento che non solo la ostacola ma la sospende o la contraddice ( condoni)?

Innanzi tutto per anni abbiamo pensato fosse sufficiente la bontà individuale per poter cambiare il mondo.
L’esperienza ci ha dimostrato che la sola bontà non basta : crea assistenza e soprattutto non rimuove le cause che generano ingiustizie e disuguaglianze .
Strada facendo siamo diventati sempre più consapevoli del fatto che per promuovere democrazia, legalità, diritti non basta essere buoni , me occorrono ‘buone leggi’.
Queste diventano necessarie per fronteggiare la miseria , ma allo stesso tempo denunciare quei meccanismi che la determinano.
Purtroppo oggi il ‘buono e giusto ‘ , di cui le norme e codici dovrebbero essere lo strumento , sta interamente dentro la cultura ed i cuori delle persone.
E’ poi necessario rompere la contiguità tra la politica istituzionale e le pratiche dell’illegalità: la politica oggi è molto influenzata dalle mafie.
La legge poi non va presa come qualcosa di assoluto ma va interpretata alla luce dei bisogni, dei diritti, delle persone: abbiamo il dovere di fare emergere i nodi, le contraddizione e le ingiustizie che si creano.
Ma anche le leggi da sole non bastano per cambiare i costumi sociali infatti se non sono accompagnate a processi educativi per percorsi di legalità, queste prima o poi verranno disattese, ridicolizzate , sospese, per privilegiare logiche di furbizia e tornaconto personale.
Succede così che si modificano leggi sulla spinta emotiva o ideologica, come è accaduto per le leggi sugli immigrati e droga peccato che siano solo baratti, furbizie , compromessi per avere consensi elettorali.
IL BUON GOVERNO è dato da leggi capaci di avvicinarsi al ‘giusto e buono’ e non da sentimentalismi o da leadership costruite con l’aiuto dei mass media.

BUONE LEGGI E BUONI COSTUMI
BUONE LEGGI. Come già discusso oggi ci troviamo in una situazione di PRECARIATO DEI DIRITTI: senza di queste ci troviamo in balia del più forte.

Ma la vita delle persone viene prima di tutto perché ne è il fondamento! Abbiamo quindi bisogno di leggi capaci di restituire vita e dignità alle persone.
La criminalità organizzata si muove all’interno di questa logica: occupa lo spazio lasciato vuoto dalla legge per dare risposte concrete a chi ne ha bisogno….peccato che le mafie con quel favore erogato acquistano la libertà di chi è in necessità.
E di BUONI COSTUMI…ossia la capacità di interiorizzare la legge perché è importante per raggiungere la giustizia: senza questa educazione è inevitabile che venga sentita come un ostacolo alla libera iniziativa individuale.
E’ indispensabile poi capire che l’altro con cui conviviamo non è una minaccia ma una parte fondamentale del tessuto sociale in cui viviamo.
Alla logica dell’utilitarismo individuale la legge contrappone l’etica sociale.
Migliorare le condizioni di tutti e di ciascuno è condizione fondamentale e urgente se si vuole migliorare la vita di tutti e di ciascuno…..per migliorare l’intero CORPO SOCIALE.
LE 7 PIAGHE CHE OGGI COLPISCONO IL NOSTRO VIVERE SOCIALE

Apparire, vincere ed arricchirsi individulamente
….spiace constatarlo ma questo sembra essere l’orizzonte dominante in cui ci muoviamo.
E’ altrettanto spiacevole constatare che segmenti consistenti del mondo politico hanno contribuito a diffondere questa mentalità.
Status symbol, potere , ricchezza, vincere ed apparire…sono le categorie dominanti e sembrano le uniche possibili. Dentro questa logica non c’è spazio per un pensare sociale, per un agire politico per una concreta attenzione al ‘bene comune’. Il solo bene possibile è quello individuale, AD OGNI COSTO!
Per estraniarci da tutto questo dobbiamo avere il coraggio di essere inadeguati rispetto il modello culturale, oggi molto in voga, dell’immagine, della prestazione, della ricchezza, del possesso. Che piaccia o meno da questo orizzonte culturale dobbiamo prendere le distanze.
Questa “cultura” ha provocato , alla fine dgli anni 80, un grande cambiamento del mondo giovanile: l’allontanamento dalla politica.
Così ci ritroviamo , specie tra i giovani, una sottocultura, un nuovo lessico, un nuovo modo di gestire il tempo libero…..IL DIVERTIMENTO. E’ un modo completamente nuovo di riappropriarsi della notte. E poi si cade nella trasgressione perchè, dopo tante suggestioni di ricchezza e perfezione,il confronto con la vita vera, fatta di fatiche, problemi, mancanza di lavoro, insicurezza, fragilità, diventa insostenibile e molti si rifugiano in fughe e ripiegamenti ( droghe, alcool , dipendenze).
NOI DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI ESSERE INADEGUATI.

Furbizie, tornaconti personali, favori.
…ne siamo testimoni ogni giorno. Per ogni problema è meglio avere a disposizione ”un amico” che una certezza del diritto. E’ uno stile diffuso e radicato, funzionale soprattutto a rafforzare il potere dell’amico di turno che a volte promette anche cose che non potrà mantenere, pur di rafforzare l’immagine del suo potere ed estendere il consenso alla sua persona.
Questo però diffonde la certezza che la persona è meglio della legge e che è più vantaggioso rivolgersi al “politico-amico” che non al garante del diritto.
Qui c’è stata una grande mancanza da parte della associazioni di volontariato infatti il loro impegno sociale si è rivolto principalmente agli esclusi, agli emarginati ma si sono dimenticati degli INCLUSI. Le associazione e cooperative devono recuperare anche una dimensione di impegno, prevenzione, informazione, coinvolgimento ed attenzione, RISPETTO IL MONDO DEGLI INCLUSI. Purtroppo però la realtà ci dimostra che la POLITICA CATTIVA è quella che si afferma più facilmente, non solo nelle aule parlamentari ed istituzioni locali ma anche nel sociale.

Forti con i deboli e deboli con i forti
….è una piaga nota: pugno di ferro con i “poveri cristi” che non possono difendersi e guanti di velluto per tanti, troppi privilegiati che inventano di tutto per evitare di confrontarsi con la legge.
Gli esempi non mancano , sono noti. Così come sono evidenti i danni di questo stile e cattivo malcostume: galere strapiene di cittadini dimenticati da Dio, morti per mafie che continuano ad aumentare, persone sempre più sole ed esposte al rischio di abbandono e di povertà.
Ma giustizia e politica devono andare nella direzione opposta : dalla parte di chi è più debole e meno garantito. Perché solo migliorando le condizioni degli ultimi della fila si migliora la vita anche di quanti sono più garantiti.
ESISTONO DAVVERO 2 PESI E 2 MISURE

Forti con i deboli e deboli con i forti. Ma anche severi con chi sbaglia poco e permissivi e blandi con chi ruba e sbaglia tanto. L’etica deve registrare anche questa incoerenza.
Alcuni reati infatti sono spesso praticati dentro logiche di necessità. Molti tossicodipendenti rubano, scippano…. perchè vivono una fragilità che impoverisce la loro libertà. Ma gli illeciti oggetto del condono al contrario , sono dentro una più ampia possibilità di libertà: costruire case abusive è una precisa scelta, funzionale al proprio tornaconto, in contrapposizione al bene comune ed alle leggi vigenti.
Scoprire che la ”logica del condono” è illogica può far male ma è la pura verità.
La pratica del condono resta una scelta politica ingiustificabile.
Reiterare condoni crea , dal punto di vista dei consumi, una sfiducia nella capacità dello Stato di mantenere fede ai propri proclami e alle proprie leggi. Svuotare le legge della sua forza vincolante per tutti crea uno sfilacciamneto della coesione sociale. Le leggi non devono essere pensate come buoni principi o semplici esortazioni ma devono restare testi vincolanti per tutti e per ciascuno.
Il condono invece conferma il fatto che la legge è semplicemente una voce grossa , ma la realtà è un’altra e va oltre la legge.
Dal punto di vista dell’educazione alla legalità è diseducativo e nocivo ed inoltre la pratica dei condoni rafforza l’attenzione agli interessi personali contro il bene comune.
Se il principio della furbizia viene elevato a sistema chi è più fragile e meno attento a una cittadinanza adulta e solidale si sente quasi invitato a cercare delle scappatoie ai suoi doveri sociali.
Il vero pericolo del condono è proprio questo : con pratiche di questo tipo la legge viene interpretata e vissuta non come uno strumento al servizio della solidarietà e dell’uguaglianza , ma come un peso da evitare ed allontanare.
Doppia moralità e schizofrenie etiche
Severità contro la droga, illegale, e convivenza se non incentivi per le droghe legali: tabacco ed alcool finanziano settori pubblici di rilievo mentre sulla “droga” si tentano campagne elettorali e ricerca di consensi.
Lotta alle dipendenze mentre continua a crescere l’incentivo per ogni forma di gioco d’azzardo: le sale Bingo si estendono a macchia d’olio mentre il lotto finanzia le opere di restauro del nostro patrimonio culturale, i video poker diventano per tanti gli unici compagni a pagamento in grado di contrastare la noia e creare nuove dipendenze.
Sono queste doppie moralità il segnale che qualcosa non funziona e che la legalità è piegata ad altri scopi, utilizzata per ottenere consenso elettorale o strumentalizzata per altre finalità.
Sono schizofrenie come queste a disorientare e a contribuire alla diffusione di una mentalità ricca di alibi per poter disattendere il senso e le forma della legge.

Infatti non è possibile, se tutti dicono di voler combattere le mafie, che esse continuino a prosperare.
AI PARTITI CHIEDIAMO UNA AUTOREGOLAMENTAZIONE perché chi subisce delle condanne deve restare fuori, non può nascondersi tra i banchi del Parlamento: invece troviamo chi ha problemi di giustizia irrisolti anche nella commissione giustizia e addirittura in Commissione Antimafia.

Semplificare e confondere le idee, per aggirare la legge.
Prendi una realtà complessa, semplifica il tutto e trasforma un frammento di verità nel tutto. Fai girare la voce e non stancarti di ripetere quanto ottenuto, a proposito e a sproposito: il risultato sarà che una mezza bugia è diventata realtà. E non solo, avrai anche addormentato le coscienze e le avrai diseducate ad abitare la complessità sociale.
Chi tenta di perseguire la giustizia nei confronti di un imputato potente è un “comunista” che usa il suo potere per interessi di parte.
Semplificare e “parlare al cuore della gente” può voler dire che non è necessario usare la testa: basta il consenso emotivo. Se viene meno però la partecipazione democratica, fatta anche di diverse fonti di informazione, il primo problema è la crescita dell’illegalità, mentre la legalità finisce per essere solo un ostacolo per il manovratore.
Dobbiamo collegare le parole alla vita reale: troppe sono quelle abusate e strumentalizzate come pace, giustizia, diritti.
E anche legalità che significa rispetto delle regole da parte di tutti, anche dei potenti, che hanno schiere di avvocati pronti a tutto per difenderli quando sbagliano.

Assistiamo dunque ad una grave crisi della legalità nel nostro paese: uno Stato che aumenta sempre più l’area del penale e diminuisce sempre più quella del sociale. Se è vero che la legge è nata per difendere i più deboli, la crisi della legalità è testimoniata dai tanti che sotto gli occhi di tutti vengono abbandonati al proprio destino.
Inoltre la giustizia non è una virtù personale, ma un valore di dimensione sociale.
Trasgredire, disattendere, barare, tradire, deridere la legalità non costituiscono quindi una colpa per la persona in causa MA E’ UNA FERITA PER L’INTERA COMUNITA’.
Chi ricopre ruoli di funzione pubblica , anche insegnanti ed educatori, e tenuto all’onesta non solo per la propria coscienza , ma anche perché rappresentante del sistema sociale.
C’è una DOPPIA ETICA: quella personale e quella collettiva, sociale, comunitaria.
Chi ha una funzione pubblica non crea solo cattivo esempio, ma proprio perché l’esempio crea imitazione, ci troviamo di fronte a dei veri e propri cattivi maestri dell’illegalità.


Dividere in parti uguali tra diseguali
Dividere in parti uguali tra diseguali è il massimo dell’ingiustizia
.
Cresce la voglia di condivisione tra uguali, amici, parenti, vicini di casa ma si fugge dalla diversità, meglio se rimane lontano e possibilmente ben nascosta.
Quando però è necessario proporre uguaglianza nel contesto delle sanzioni, allora è bene riprendere le distinzioni:al debole sanzioni forti, al forte sanzioni deboli: alla forza della legge subentra così la legge della forza. E questo vale anche quando si devono fare delle scelte e non posso non arrabbiarmi di fronte a quelle politiche che spesso sono troppo prudenti. La stragrande maggioranza delle associazioni e dei movimenti è fortemente arrabbiata, è necessario che la nostra politica si sviluppi anche attraverso scelte coraggiose.

Fermarsi alla legalità
….è il rischio in cui tutti possono cadere. La legalità non è un valore a se ma un bene fondamentale. E’ uno strumento indispensabile perché i valori di giustizia, della nonviolenza, dell’equità e della partecipazione al bene comune possano avanzare. Oltre la legalità si trovano diritti e dignità umana. Fermarsi alla legalità può diventare il massimo dell’illegalità, l’esaltazione della forma contro la sostanza data dalla giustizia.
Perché nessuno si chiuda in una cultura delle norma che schiaccia la persona e rende impossibile creare cambiamento. Dobbiamo osare affermarlo : è tanto ingiusto e scorretto cambiare le regole per trarre vantaggio di parte quanto non cambiare nulla per difendere i propri privilegi. Anche in questo punto c’è schizofrenia, a volte ci si irrigidisce sull’aspetto formale della norma anche quando è negata la sostanza, altre volte la legge diventa inviolabile, sacra e assoluta.
Il rispetto della legge non ci deve frenare dal dovere di correggerla e di migliorarla quando questa è in contrasto con il senso di giustizia e con la difesa del debole.,.
Ad esempio la restituzione alle comunità locali dei beni che prima avevano rappresentato la forza dei mafiosi è una vittoria: è in grado di riaffermare il primato della legalità e della democrazia, creando servizi e vivibilità, AFFERMANDO COSI’ LA CONVENIENZA DELL’ANTIMAFIA.
Anche se rimane il rischio che la mafia cerchi di infilarsi in questo circolo virtuoso per farlo saltare da dentro senza minacce o intimidazioni ( che cmq ci sono state).
E ADESSO GUARDIAMO AL FUTURO
Per guardare al futuro è necessario sottolineare l’importanza di costruire una politica etica che contrasti l’illegalità a partire da 2 elementi fondamentali: LA CONTEMPORANEITA’ degli interventi, e non la saltuarietà degli interventi, per cui si affrontano certe cose e poi altre senza affrontare i problemi nel loro insieme, e LA CONTINUITA’.

Questa costruzione poggia su dei precisi pilastri:

Il primo comporta un senso di riconoscenza al grande lavoro della magistratura, delle forze dell’ordine, degli organi investigativi….
Ma non basta un giudizio penale, bisogna poter dare anche un giudizio politico per non candidare a un ruolo politico persone che hanno vicende giudiziarie pesanti.

Il secondo pilastro è lo sviluppo sociale
C’è bisogno di politiche sociali. Purtroppo oggi nel nostro paese i diritti sono resi fragili, a volte non esigibili: mentre non dovrebbero essere in balia né di maggioranze politiche né di dati economici. Altrimenti diventano non diritti, minacciati ancor più da una cultura che vede i problemi sociali come un freno alla modernità, allo sviluppo, al progresso…

Il terzo pilastro è quello della prevenzione
Non intesa come difesa della mafie, dall’usura, dalla droga…..ma come promozione di spazi di opportunità, di servizi, di percorsi operativi per andare incontro alla gente.

Il quarto pilastro sono i percorsi educativi
I ragazzi hanno bisogno di adulti che scommettano su di loro, che credono nei giovani, che non li usano e non li celebrano.
Dobbiamo smetterla con la semplificazione che i giovani sono “il nostro futuro”. I ragazzi sono per la società di oggi, non sono contenitori da riempire ma persone con fantasia, capacità e creatività che devono poter esprimere. I ragazzi non hanno bisogno di adulti privi di difetti ma adulti capaci di passione e autenticità che credono nella loro potenzialità.

Il quinto pilastro è l’informazione
Perché la gente possa vedere e non solo guardare , ascoltare e non solo sentire, capire e non solo sapere.
Abbiamo bisogno di una informazione coraggiosa, che non fa sconti a nessuno; meno informazione vuol dire meno partecipazione e meno democrazia.
C’è un diritto ad informare ed essere informati : abbiamo bisogno di cose vere, di storie e persone e non fermarsi solo alla facciata dei problemi ma di scendere in profondità, sia nelle cose scomode e negative, come nella conoscenza dei percorsi positivi, che dimostrano che c’è tanta gente, tanti gruppi seriamente impegnati per la legalità e democrazia.

Il sesto pilastro è la lotta alla criminalità e alle mafie di tutta la società
Lo si fa dando sostegno alle vittime non solo nei giorni vicini alla tragedia, ma con continuità, perché il dolore e la rabbia hanno tempi lunghissimi.
E lo si fa colpendo le mafie nei loro interessi, più fondamentali, gli INTERESSI ECONOMICI, soprattutto con la confisca dei beni ed il loro uso comune.
Lo si fa aiutando i figli, i ragazzi nel giro della mafia , capitolo difficilissimo perché, perché questi ragazzi respirano questo sentire, nella cultura mafiosa sono cresciuti.
Lo si fa con più attenzione per i testimoni di giustizia, persone che hanno visto fatti gravi e hanno testimoniato ma che spesso vengono usati ed abbandonati.

Il settimo pilastro è la necessità , oggi, di leggere questi problemi anche in una dimensione Internazionale.
C’è ormai una globalizzazione della criminalità, una alleanza fra le mafie internazionali quindi il problema va considerato in una dimensione europea e internazionale.

IN CONCLUSIONE
Senza questi concreti e precisi indirizzi, le nostre parole rischiano non solo di diventare vuote e generiche, ma anche “multi uso” ed esposte al rischio di vera e propria schizofrenia.
Da una parte infatti altisonanti dichiarazioni di principio affermando l’universo dei diritti da garantire ad ognuno, dall’altra c’è una prassi che nega quanto affermato e crea distanza abissale tra quanto è scritto e quanto è praticato. Da decenni ci occupiamo e ci preoccupiamo delle dipendenze tradizionali( droghe , alcool , tabacco) ma abbiamo perso di vista che la più grande dipendenza è la mancanza dei diritti e di uguaglianza tra i cittadini che le criminalità organizzate sfruttano.

lunedì 29 dicembre 2008

Libera informazione quotidiana

Purtroppo ancora più difficile di fare controinformazione è INFORMARSI!!!!
Solo la rete ci può venire in aiuto ma le informazioni sono disperse in una infinità di siti e blog.....prima si passava la vita davanti alla Tv , ora davanti al computer: non mi sembra un gran miglioramento.

Qui fornirò consigli per una informazione quotidiana e veloce....perchè la vita va vissuta in famiglia, con gli amici e magari anche per AIUTARE GLI ALTRI perchè ci sono già molte persone in giro che hanno bisogno di aiuto.
Il problema economico è sentito un po' da tutti ma anche dedicare 3-4 ore la settimana al volontariato è di aiuto per queste associazioni che ormai vedono drasticamente diminuire le entrate.
E poi è un momento di socializzazione vero....senza bisogno di incentivi al divertimento come la musica da sballo o l'alcool: cmq ricordiamo che un bicchiere al giorno toglie il medico di torno (....o era una mela?)

Una informazione veloce in 3 semplici passi ( per i drogati seguirà anche una lista di link...buon divertimento!!!!)

1) RASSEGNA STAMPA: fondamentale per farsi una idea in generale delle notizie del giorno.
Molti siti fanno questo lavoro per voi , io seguo quella di http://19luglio1992.com/
Blog di Salvatore Borsellino.
Se vi mancano le immagini guardate un po' di servizi http://tv.repubblica.it/home

2) OPINIONE DI UN GRANDE GIORNALISTA: e qui mi dispiace ma sono di parte ed il mio preferito è Travaglio (...e Corrias e Gomez) e quindi consiglio Il cannocchiale .
Ma ognuno può scegliere il giornalista che preferisce .... riporterò molti blog più in basso così potrete decidere il più adatto a voi.

3) SDRAMMATIZZIAMO UN PO: molto importante per iniziare bene la giornata ......io ormai sono diventata comici di Colorado Cafè e Zelig dipendente. Oppure guardatevi un po' di satira nel sito NON RASSEGNA STAMPA .
Fate una ricerca su internet oppure comodissimo è Facebook dove potete pubblicare un po' del vostro materiale preferito e rivederlo all'occorrenza.
Ma ognuno segua i suoi gusti personali infatti chi preferisce può ascoltare della buona musica, fare 2 chiacchiere con un amico o guardarsi foto di paesi lontani (....l'Australia!!!!).

Ecco i miei semplici tre consigli.....ma se avete tempo approfondite il più possibile.

INFORMATEVI E POI....PASSATEPAROLA

P.S. Ognuno ha i suoi metodi e gusti ....aspetto anche i vostri consigli,




ELENCO LINK
P.S. molti di questi blog e siti offrono un servizio di newsletter via mail....potrebbe essere un modo per essere sempre informati sugli argomenti trattati !
Inchieste di Report ...... materiale video
Exit di La 7

Annozero con tutte le puntate
Arcoiris
Blog Beppe Grillo ...................blog grandi personaggi e giornalisti
Telejato Tg locale di Partinico : da copiare!!!
Blog di Gianni Barbacetto
Blog di Daniele Martinelli
Blog di Ferruccio Pinotti : grandi inchieste
Blog di Sandro Ruotolo
Piero Ricca.org
19luglio1992
Italia dall'estero....................notizie
Voglio scendere
Micromega on line
megachip.info
breakthemafia
Uguale per tutti

Amici di Beppe Grillo di Lugo
Meetup Punto Zero Forlì
Il Passatore blog di informazione
Il Clan-destino ....per approfondire sulla decrescita e saperne di piu sulla
L'occhioverde pericolosità inceneritori
CollettivoByzantium







giovedì 25 dicembre 2008

LIBRI ON LINE

MAFIE D'ITALIA NEL NUOVO MILLENNIO : analisi di questa realtà in tutte le sue forme.

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INCHIESTA SU COSA NOSTRA: la Storia di Cosa Nostra , tracce, appunti, brevi anticipazioni del libro inchiesta su Cosa Nostra "A schiena dritta" in uscita a marzo per la casa editrice Socialmente di Pietro Orsatti , in tre parti:
PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
TERZA PARTE

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PIZZINI DELLA LEGALITA'
Come posso fare di mio figlio un vero uomo d'onore?
di Augusto Cavadi
Fate un salto nella cultura mafiosa siciliana.....dove i ruoli del giusto e del cattivo sono capovolti.

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STATO A ROVESCIO di Nicola Andrucci.

Il Processo a Marcello Dell’Utri, Senatore di Forza Italia, per
“Concorso esterno in associazione mafiosa”.
La sua amicizia e gli affari con Silvio Berlusconi.
Una storia iniziata negli anni Settanta e giunta fino ai giorni nostri.
Scaricabile anche dal sito http://www.ilpassatore.it/

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I DISONOREVOLI NOSTRANI di Benny Calasanzio


Il libro di Calasanzio dimostra ancora una volta, nome per nome, fatto per fatto, che Leonardo
Sciascia non si sbagliava quando ripeteva che la Sicilia è la metafora dell’Italia. E infatti è all’Italia
e al parlamento italiano che corre il pensiero, mentre si leggono le prodezze dei parlamentari
siciliani (che a differenza del resto d’Italia non sono consiglieri regionali, ma deputati, in virtù dello Statuto speciale della Regione Sicilia).

Scaricabile da http://bennycalasanzio.blogspot.com/

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LA SOCIETA' SPARENTE Di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio.

"La società sparente" , che denuncia i rapporti fra ’ndrangheta e politica in Calabria, continuando sulla linea di impegno a difesa della propria terra tracciata da Roberto Saviano con "Gomorra".

Scaricato da http://www.lavocedifiore.org/SPIP/

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ETICA E POLITICA di Luigi Ciotti edito da EGA

Un riassunto dei comportamenti politici e sociali che ha trasformato l'Italia.

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Moltissimo materiale informativo ( come dossier e documenti) lo potete trovare nel sito della Casa della Legalità e di Antimafia 2000

mercoledì 24 dicembre 2008

....SULLA MAFIA

Conferenze

Presentazione Colletti Sporchi a Palermo del 7/03/09 Partecipa l'autore Luca Tescaroli, Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Giorgio Bongiovanni .

COMMEMORAZIONE ATTILIO MANCA : Febbraio 2009 per conoscere la sua storia e per ricordarlo con la partedipazioni di Sonia Alfano, Antonino Monteleone, Angelina Manca, Biagio Parmaliana, Felice Lima, Beppe Lumia (Senatore della Repubblica - membro Commissione Parlamentare Antimafia)

COMMEMORAZIONE BEPPE ALFANO Gennaio 2009 con Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Carlo Vulpio "Da Beppe Alfano ad Adolfo Parmaliana: le istituzioni deviate e Barcellona".

P.S. molto materiale informativo lo trovate sul sito di Radio Radicale: andate a visitarlo ogni tanto.

QUALE ITALIA?

E proprio dal Nord, da Padova, hanno parlato dei magistrati, insieme a giornalisti e cittadini: Cittadini Attivi, associazione di volontariato di Padova ha organizzato l’incontro dal titolo “Quale Italia?” con i segenti ospiti
FERDINANDO IMPOSIMATO magistrato, avvocato penalista
RITA PENNAROLA giornalista professionista
FERRUCCIO PINOTTI giornalista
IVAN SCALFAROTTO manager risorse umane
LUCA TESCAROLI sostituto Procuratore Antimafia
Grandi nomi per questa conferenza ed i contenuti sono stati all’altezza.

NOSTRA COSA: Salvatore Borsellino, Benny Calasanzio e Pino Masciari raccontano la loro testimoniaza. Da cesena channel web Tv...cliccate su ON DEMAND

VEDO SENTO PARLO Bruno Tinti, Daniele Martinelli e Salvatore Borsellino l'11 novembre scorso all'auditorium di Città Studi Biella

POLITICAMENTE SCORRETTO : A Casalecchio di Reno si parla di Mafia con grandi ospiti come Gian Carlo Caselli, Luigi Ciotti e Pino Maniaci, coordina Carlo Lucarelli

SAVIANO RACCONTA GOMORRA agli studenti dell'Onda

Spettacoli Teatrali e Film

In un'altro paese : Attraverso la vicenda di Falcone e Borsellino i rapporti tra mafia e politica nell'Italia degli ultimi 30 anni (92 min)

La mafia è bianca, 1a parte :Il documentario racconta attraverso filmati, interviste e atti processuali, della gestione della sanità da parte della Regione Sicilia. Su You-tube in 12 parti

Do ut des ''Riti e conviti mafiosi''Scritto da Giulio Cavalli con la collaborazione di Francesco Lanza Do ut Des racconta la storia di Totò Nessuno, giovane aspirante mafioso. Attraverso gli occhi di Totò - interpretato da Giulio Cavalli - lo spettatore scopre dall’interno la ritualità della mafia, ridendo di una liturgia agghiacciante.Una rilettura in chiave comica della storia della parola di cinque lettere che non esiste nei documenti ufficiali, che non appare sulle lapidi, ma uccide.Difficile distinguere tra verità e finzione, districarsi tra le frasi realmente pronunciate - magari da qualche politico - , le parole lette nei ‘pizzini’ e la fantasia degli autori.

TRASMISSIONI TELEVISIVE

BLU NOTTE misteri italiani con tutte le sue interessanti puntate alcune delle quali parlano di Mafia

REPORT si è occupata varie volte dell'argomenro e soprattutto della gestione appalti e fondi europei per lo sviluppo del Sud